domenica 22 maggio 2011

¡La voz del pueblo no es ilegal!

Venerdì sera arriviamo a Sol giusto mezz'ora prima della mezzanotte e dello scattare del divieto imposto dalla Giunta Elettorale: abbiamo deciso di arrivare all'ultimo momento perchè ci hanno detto che all'ora dell'ormai rituale convocazione la piazza è talmente piena che non si riesce nemmeno a camminare. Scendiamo a Callao, e iniziando a scendere per Calle de Preciados ci accorgiamo che le cose non sono affatto cambiate, anzi. Avvicinandosi a Sol, infatti, inizia la folla, che più che un mare di gente, è un muro: impossibile passare da lì per raggiungere la piazza. Credendo di aggirare il problema, proviamo a scendere da Calle de la Montera: niente. E' quasi mezzanotte però, quindi decidiamo di immergerci nella bolgia e un po' a spintoni, arriviamo a circa 20 metri da Plaza del Sol.
Poco dopo scatta la mezzanotte, ed inizia il "grido muto": 28mila persone in silenzio, molti con un nastro adesivo simbolico sulla bocca, per un minuto. E' un silenzio assordante, che viene infine rotto da un applauso fragoroso e lunghissimo. Un applauso liberatorio: è passata la mezzanotte, il divieto è scattato, ma noi siamo ancora qui. Subito iniziano i cori: "¡El pueblo unido jamás será vencido!", ma soprattutto "¡La voz del pueblo no es ilegal!" ("La voce del popolo non è illegale!")
Solo verso l'una, riusciamo ad avvicinarci all'accampata. Incontriamo alcuni amici spagnoli: ci chiedono di come sono andate le manifestazioni in Italia, poi riprendono a discutere di quello che succederá da lunedí, di come deve essere portato avanti il movimento... perché se ancora il "come" non é stato ben definito, nessuno ha dubbi sul fatto che si debba andare avanti.

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