lunedì 23 maggio 2011

Errata corrige o il facile dono dell'etichettatura

Forse sarà stata l'agenda troppo piena di impegni tra le sedi dell'Unione Europea e il suo ufficio nell'Università Carlos III di Madrid, o forse chissà, il beneficio di una rapida opinione scritta in fretta e furia per poi poter dire "sono stata la prima a scriverci su un editoriale". Ma sta di fatto che Irene Tinagli nel suo editoriale riguardo gli eventi che proseguono oramai da una settimana nella centrale Plaza Puerta del Sol di Madrid, non ne azzecca una. L'incredulità nel leggere il suo articolo ci pone il dubbio se l'economista italiana abbia messo in qualche momento piede in piazza, e abbia ascoltato la gente per farsi una reale idea di ciò che sta succedendo.

LA STRUTTURA E L'IMPREVISTO

Scrivere una risposta alla Tinagli ci è sembrato più che doveroso, soprattutto come conseguenza della poca informazione che in questi giorni perviene nei media italiani su dei fatti che lasceranno traccia nella storia futura della Spagna, e forse chissà dell'Europa intera. È strano vedere come una professoressa universitaria di Madrid abbia così poca conoscenza della storia politico-sociale del paese in cui lavora; affermare che la manifestazione di domenica 15 maggio, che ha dato il nome al movimento, sia stata di piccole entità è risultata una aberrazione per tutti coloro che da anni viviamo nel paese iberico e conosciamo questa realtà. La partecipazione politica è sempre stata un handicap strutturale della società spagnola: la percentuale di votanti è sempre stata molto più bassa rispetto alla media europea e le manifestazioni di piazza, ad esclusione di quelle indette, molto raramente, dai due grandi partiti monopolizzatori PSOE e PP, non hanno mai riscontrato grande partecipazione. Poi arriva il 15 maggio, una domenica di sole nel bel mezzo di San Isidro (il Santo che reclutava gli angeli per lavorare mentre lui pensava a pregare), la festa più sentita dai madrileñi, e migliaia di cittadini scendono in piazza, inaspettatamente e contro ogni previsione, a rivendicare i propri diritti, a esigere un cambio. Ispirati e incoraggiati dalle rivolte nel mondo arabo, senza però esserne una copia, come molti arbitrariamente scrivono.

IL PARAGONE COI GRILLINI

E neppure una copia del movimento dei grillini italiano, come afferma la signora Tigliani. Ora più che mai siamo sicuri che l'economista italiana non si sia scomodata ad andata in piazza a parlare con i 30 mila cittadini, donne e uomini di tutte le età e categorie sociali, che da una settimana si radunano a Sol per gridare, con le mani al cielo, la loro frustrazione contro un sistema che non li ascolta e non li rappresenta più. Quelle 30mila persone che ogni giorno ed ogni notte si confrontano, dibattono, propongono idee e soluzioni per cercare un cambio, una democrazia reale. Sta proprio qua la differenza con i grillini: in questa piazza non c'è nessun che, urlando e sbraitando, tenta di convincere la gente che le sue idee sono le migliori, e che tutto il resto è una bugia; qua non c'è un leader perché tutti sono leader, leader delle proprie idee che ogni giorno vengono portate in piazza per essere condivise con gli altri, per essere discusse, criticate, migliorate. Qua nessuno è venuto a proporre un programma politico, economico o sociale a priori, qua si è venuti a creare alternative, con la partecipazioni di tutti. I cittadini a Sol, così come del resto delle piazze delle città spagnole, non sono ascoltatori passivi di un leader carismatico, ma cittadini attivi che oltre ad ascoltare agiscono e creano.

Forse è proprio questo il motivo per il quale ogni giorno si aggiungono sempre più persone alle tantissime già presenti a Sol: in questa piazza non si chiede di essere d'accordo o no con un programma o con un leader, si chiede al contrario di venire a portare le proprie proposte, si viene a fare politica creata dalla base e non a farsi imporre nulla.

Invitiamo quindi la signora Tigliani a venire con noi in piazza uno di questi giorni, le lasciamo scegliere anche l'ora visto che noi siamo là giorno e notte. Così potrà proporre le sue critiche nelle varie assemblee della piazza e in questo modo magari, la prossima volta, eviterà di scrivere giudizi affrettati e lontani dalla realtà.

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